L’epopea della miscelazione in Italia ha da sempre vissuto di miti consolidati e narrazioni metropolitane. Se nell’immaginario collettivo sono state città come Milano o Torino ad accentrare il racconto dei grandi aperitivi storici e della nascita dei cocktail bar nazionali, una minuziosa indagine storica presentata da Velier ribalta completamente questa prospettiva.
Presentato in anteprima al Roma Bar Show, Velier firma una pubblicazione destinata a tracciare una vera e propria linea di demarcazione storiografica: Dove tutto è cominciato. La storia vera dei barman che hanno fatto di Genova la prima capitale della mixology italiana.
Un’opera nata da un’intuizione di Luca Gargano, Presidente di Velier, che fissa finalmente nero su bianco una memoria che fino a oggi viveva unicamente di racconti orali tra banconi e addetti ai lavori.

Dalle rotte transatlantiche ai banconi della terraferma
Per comprendere le radici della miscelazione moderna italiana è necessario ripercorrere le rotte marittime degli anni Sessanta. In quell’epoca, nei bar della penisola la proposta si limitava prevalentemente a vino, birra, aperitivi industriali e ai primi classici del dopoguerra, spesso preparati in assenza di strumentazione adeguata. Mancavano gli strumenti di lavoro fondamentali, il ghiaccio era un bene raro e discontinuo, e ingredienti imprescindibili come il lime fresco erano del tutto introvabili sul territorio nazionale.
La svolta nacque dal mare e, nello specifico, dal porto di Genova.
Da qui salpavano le grandi navi della Società Italia, autentiche città galleggianti in rotta verso New York, Buenos Aires o il Mar dei Caraibi. I barman di bordo non svolgevano un semplice servizio di sala: affrontavano ritmi di lavoro serratissimi, arrivando a miscelare oltre 1.500 cocktail in poco più di un’ora durante le feste di benvenuto, gestendo le bottigliere con piglio imprenditoriale e un’impeccabile padronanza gestuale.
Tornando a terra dopo anni di navigazione, questi professionisti hanno scelto Genova per aprire i propri locali, portando con sé un bagaglio di tecniche, attrezzature e materie prime assolutamente inedito per l’Italia dell’epoca.

Le testimonianze e i retroscena iconici
L’opera di Edizioni Velier raccoglie le voci dirette dei protagonisti di questa rivoluzione: figure storiche del calibro di Benito e Davide Cuppari, Giulio Cairoli, Michele e Domenico Rombolà, Vincenzo Verteramo, Ruth e Alex Molinari.
Dalle pagine del libro emergono aneddoti straordinari che spiegano come la cultura del cocktail si sia insediata nel nostro Paese:
- Il “contrabbando” del lime: fino ai primi anni Nanti, norme fitosanitarie nazionali vietavano l’importazione di agrumi freschi dall’estero, rendendo di fatto impossibile reperire il lime per preparare Daiquiri o Caipirinhe con ricetta originale. Genova fu l’unica eccezione: Benito Cuppari lo importava dagli Stati Uniti nascosto sotto le casse di frutta, mentre negli anni successivi il figlio Davide lo recuperava a Nizza per trasportarlo in Italia.
- La rivoluzione del ghiaccio: prima del 1970, i bar italiani dipendevano dai blocchi di ghiaccio spezzati a mano. Fu ancora Cuppari a importare da New York le prime macchine fabbricatrici di ghiaccio Scotsman, installandole tra il proprio locale e quello di Lino Cairoli in Piazza Alimonda, segnando un prima e un dopo nella gestione della miscelazione cittadina.
- Ingredienti iconici: l’introduzione sul mercato di prodotti come il Coco Lopez da Porto Rico o il Nat King (succo di limone liofilizzato) rappresenta un altro tassello fondamentale di quella contaminazione internazionale portata a terra dai marittimi.
“Come Bresh, Izi e Olly sono figli di De André, Lauzi e Tenco, così i bartender di oggi sono figli di Benito Cuppari e degli altri barman delle navi di linea.”
— Luca Gargano, Presidente di Velier

Un patrimonio storico fissato sulla carta
Dove tutto è cominciato non rappresenta un semplice volume celebrativo, ma un tassello storiografico indispensabile per comprendere l’evoluzione del bartending in Italia. Ricostruendo la genealogia dei professionisti che hanno trasformato Genova nella culla sotterranea del bere miscelato moderno, Velier e Luca Gargano rendono omaggio a una generazione che ha gettato le basi della mixology nazionale contemporanea.
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Photo credit: Velier
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